Scuola di Teatro



Bradipoteatar

Le Barnos

Spettacoli attualmente disponibili

 

PANEM - 15.000 sammarinesi offrirono rifugio, protezione e pane a 100.000 profughi italiani durante la II Guerra Mondiale. La trasposizione teatrale dell’episodio nobilita le migliori qualità dell’Antica Terra della Libertà e vuole essere anche un punto di partenza per una riflessione legata all’attualità, in relazione ai drammatici eventi legati ai conflitti, ai rifugiati e alla loro sussistenza.

 

 

 

ECLIPSE - L'idea dello spettacolo nasce dalla suggestione della frase 'L'unica costante è il cambiamento', che ha mille riferimenti, da Eraclito a Gandhi, da Machiavelli a Goethe, da Churchill a Darwin. Il cambiamento è dunque una condizione immutabile e necessaria alla vita e proprio nello scenario attuale nulla vi è di più prossimo all'orizzonte, che la necessità di cambiare. 'Mutatis mutandis', reagire alle difficoltà modificando sè stessi e il mondo che ci circonda.

 

 

 

1704. – San Marino rivendica il diritto di difendere la propria autonomia dagli attacchi dei nemici esterni, seguendo l’antico motto nemini teneri – non dipendere da nessuno, e dichiara Guerra Preventiva al resto del pianeta. A buon diritto può proclamarsi la patria della libertà e della democrazia, perciò esporta il suo modello ovunque esse manchino. E parte alla guerra con un esercito imponente, senza timore di sconfitta: “Esercito-Fanteria: Tre uomini e un Caporale, ai quali in tempo di guerra s'aggiunge un tamburino. Cavalleria: Una sella ed un frustino. Artiglieria: Un cannone arrugginito che non si può sparare”.

 

Spettacoli precedenti

 

Three Sisters Station

Immagini a fuoco

Racconti di notte

V10

Le sedie

7 che pauuura!

Maska/e i Ti

 

Installazioni/eventi

 

Sauber_projekt - Festival Internazionale di Teatro Calanchi; Rassegna ‘Oltremisura' (Montescudo), 2004

Caos e comunicazione - segnalazione della commissione selezionatrice per il progetto presentato per la Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo (sezione Performance Area Arti Visive), 2001

A Palazzo - letture di brani di Aldo Palazzeschi, Bologna, 1998

Rumori dei Colori - performance, Spazio @lbero, 1998

L'arcobaleno - improvvisazioni sulla mostra di pittura "Il Bianco" di Helena Pola, Bologna, 1997

Il mio mondo è qui - Mi ami? - letture liberamente tratte da D.Parker e R.D. Laing, Bologna, 1997

Senza mai vedersi - testi di Serena Soccio, Bologna, 1997

Sensuale vibrazione - installazione alla mostra di pittura Sensuale Vibrazione di Helena Pola, Bologna, 1997

La Compagnia Teatrale Bradipoteatar si concentra su un teatro di ricerca e di sperimentazione, non dimenticando approcci più leggeri, filtrando attraverso un punto di vista grottesco, la complessità dei testi, un'attenta ricerca espressiva attoriale e un approccio registico che miri ad integrare studio rigoroso e sentimenti. Particolare attenzione viene dedicata allo studio e all'uso della musica, che diventa protagonista aggiunta alle rappresentazioni.

La Compagnia Teatrale Bradipoteatar si è formata nel 1997.

Il bradipo vede il mondo alla rovescia, infatti rimane sempre sospeso ai rami con il dorso rivolto verso il basso. Si tratta di un animale molto lento ed ogni suo movimento sembra eseguito al rallentatore. D'indole tranquilla, i bradipi possono diventare aggressivi ogniqualvolta vengono costretti dalle circostanze. Colpiscono l'avversario con i robusti artigli e, se necessario, gli infliggono profonde ferite con i denti di forma conica.

 

Bradipoteatar uses a mixture between research and instinct. Our performances are oriented toward a theater of gesture and word: the movement and the text analysis departs from physical and vocal improvisations that formalize after a careful expressive search by the actors and the directing approach aims to integrate rigorous study, feelings and passion. Our preferred interpretative key is the grotesque one, that allows us to move from the comic to the dramatic following the complexity of the different points of view.

 

Copyright © 1996 Bradipoteatar | Website by Veljko Vukovic