Le Barnos



Bradipoteatar

Calanchi

Si è conclusa la seconda edizione del Festival Internazionale di Teatro Calanchi. Il vario programma di spettacoli e generi è stato presentato in due fine settimana di metà settembre. Il primo spettacolo ad aprire il Festival è stato proprio quello organizzato dall'Associazione Bradipoteatar. Il Concordia è diventato una fucina di lavoro in tutte le sue parti. Lo spettacolo V10 – questo il titolo – apre con tre monologhi surreali di attori grotteschi, che rappresentano una parte della civiltà moderna nel suo declino verso l'annullamento di se stessa, ambientando il tutto nella parte alta della platea. Le braccia tese ad accogliere il futuro si annullano nel momento in cui i personaggi, negando l'esistenza di un oggi, annullano automaticamente la possibilità ad un domani. Il percorso continua nel tunnel angusto e buio di Sauber_projekt al primo piano del foyer. C'è un coro di voci che accompagna il cammino dello spettatore, mischiate ad un incessante battito di percussioni. Nel buio del tunnel alcune immagini scivolano dalle poche buche disponibili da cui filtrano un manichino illuminato da parti di corpo e una cyborg d'alluminio inondata da luce verde; al termine si apre un ascensore e veniamo immersi dalla luce. I tre punti d'azione sono dedicati alla figura femminile e ispirati al poema Jama del poeta croato Kovacic. Entrati nell'ascensore l'ultima figura ci traghetta in piena luce al terzo appuntamento dedicato a Buster Keaton. Un viaggio allucinatorio proposto dai DirtySanchez (alias Tommaso Fortunato e Niccolò Sorgato) sulla nascita e morte del cinema muto dove le immagini di Keaton si mescolano con i corpi degli attori che muovendosi producono musica.

 

Tra le gag ben definite ispirate alla comicità inizio novecento il pubblico divertito passa dal foyer alla platea per godersi in conclusione il comico forlivese Giampiero Pizzol con il suo caratteristico personaggio il Frate di Montecucco . La seconda serata ha ospitato sul palco del Concordia la compagnia Ilinx che ha offerto al pubblico il lavoro dedicato ed ispirato a cinque carte dei tarocchi. Ben distribuiti i quadri che rappresentavano la parte onirica. Tra luci e suoni che ci guidavano in questa parte poetica, interessanti i tagli effettuati dagli attori con delle gag che introducevano la scena successiva preparando il palco al ritmo delle slapstick comedy. Il terzo spettacolo, portato dalla compagnia romana AlphaDrama, Confessioni su uno zerbino rappresenta la vita quotidiana di una coppia alle prese con le vicissitudini di una separazione.

La manifestazione organizzata dall'Associazione Bradipoteatar è riuscita a sviluppare un cartellone vario e di qualità grazie anche al sostegno indispensabile della Fondazione San Marino – Cassa di Risparmio, T.M.S., Ente Cassa di Faetano e Bingo. E' stata patrocinata dalla Segreteria di Stato alla Cultura, in collaborazione con l'U.A.S.C.

Il secondo fine settimana dedicato a Calanchi è stato decisamente entusiasmante e ad aprirlo con uno spettacolo intenso sono state le tre attrici del Tre^s Teatro e la messa in scena de La dimora delle donne brutte . Un uso sapiente delle scarne scenografie: un dondolo, una lavatrice, un armadio e un bidet; le risonanze delle origini sudamericane di due componenti abbinate a movimenti convincenti di teatro-danza e a un'interpretazione ironica, hanno riscosso tanti applausi. Il sabato è stata la volta della compagnia croata Inat che ha colpito il pubblico con Il silenzio delle cicale , miscela ben orchestrata di musiche, luci essenziali, maschere simboliche e un uso efficace della tecnica di slow-motion. L'esempio di come uno spettacolo senza parole possa trasmettere emozioni forti e al contempo ben definite: il ballo di un'enorme bambola di pezza, maschere demoniache dentro a delle culle, un parto sofferente a base di arance spappolate, hanno trasmesso inquietudine per ciò che avviene in un drammatico e silenzioso periodo post-bellico. Gran finale domenica con Il Draghetto e il meraviglioso Luna sulla Luna , dedicato ai bambini che hanno partecipato attivamente alla messa in scena interpretando un prato di fiori, onde del mare, sole e fuoco.

Con una scenografia che da sola già crea coinvolgimento, l'utilizzo di maschere, pupazzi, marionette e un campionario di personaggi e voci esilaranti, i due bravi attori si sono rivelati molto capaci nel dirigere l'attenzione del pubblico festante, destando ora interesse con momenti narrativi, ora divertimento puro, gestendo sempre con consumata esperienza le reazioni dei bambini (e dei piccoli trenta/quarantenni presenti).

Non poteva esserci chiusura migliore per rinnovare il nostro entusiasmo e farci pensare già da ora all'organizzazione della prossima edizione di Calanchi, che anche quest'anno ha chiuso con un bilancio artistico molto positivo, mentre qualche difficoltà rimane sotto il profilo del coinvolgimento del pubblico, che risponde con piccoli numeri ma tanta passione. Da sottolineare che alla seconda edizione abbiamo visto in platea diversi volti nuovi, per cui speriamo di avere instillato nei presenti la curiosità necessaria a tener vivo l'interesse per le arti teatrali e a diffondere le loro sensazioni.

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