Le Barnos



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Calanchi

E' andata! Anche la terza edizione di CALANCHI si è chiusa nel segno di una enorme soddisfazione per avere mostrato una serie di ottimi spettacoli a un pubblico sempre crescente, che apprezza ogni anno di più le nostre proposte. Ringraziamo ancora la Segreteria di Stato agli Istituti Culturali per il patrocinio, l'Ufficio Attività Sociali e Culturali per la fattiva collaborazione e la Fondazione San Marino - Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino - S.U.M.S. per il sostegno e il contributo fondamentale prestato alla nostra iniziativa. Per quest'anno abbiamo cercato un nuovo luogo per CALANCHI, e abbiamo creato il Teatro Scalpello ad Acquaviva, una struttura in divenire e adattabile a varie esigenze, che ha ripagato le nostre fatiche ospitando la serata inaugurale con Le Barnos esibitisi con ‘Lionel si allena-bis' di fronte a un pubblico divertito e plaudente. Motivo d'orgoglio l'elasticità mostrata dal Teatro Scalpello nell'accogliere gli 8 appuntamenti del Festival, con uno spazio dedicato alla mostra sul tema dei Calanchi con opere fotografiche di Anna Maria Capicchioni, l'ottima rivisitazione del tema di Stefano Molinari con ‘Movimento Argilloso' e la suggestiva opera di Aleksandra Di Capua ‘Pensando Calanchi'. Sala teatrale trasformata per l'occasione anche in cinematografo per la proiezione del divertente cortometraggio ‘Crossing' di Emilio Guizzetti.

Allestimenti essenziali ma efficaci quelli dei 6 spettacoli in cartellone per il Festival: ha aperto le danze Fabrizio Paladin da Treviso con una rutilante versione di Dr. Jekyll e Mr. Hyde in cui ha interpretato tutti i ruoli con semplicità ed efficacia, conquistando poco alla volta il pubblico un po' spaesato da un approccio ironico e sopra le righe del testo, trascinandolo interamente dalla sua parte. A seguire i ragazzi del Teatro dell'Astaroth che hanno messo in scena ‘Metàmorfosi (Opera)', di Piermatteo Carattoni, giovane autore (autoctono, volenteroso e talentuoso) anche delle musiche di scena. Tutta la compagnia, sotto la guida dell'evergreen Augusto Michelotti e l'aiuto di Marina Tamagnini, si è esibita ad un ottimo livello, mettendo in mostra capacità e passione unite ad uno spirito di gruppo notevole, ripagando ampiamente la scelta di una compagnia alle prime armi ma con potenzialità di sviluppo futuro e crescente interesse per i fatti teatrali a San Marino. Senza far torto agli altri interpreti — solo per motivi di spazio — menzione dovuta a Francesco De Biagi nella parte intensa di Gregorio. Il sabato è proseguito con la rarefatta messinscena di 'Sorelle' della compagnia Augenblick da Varese, parte iniziale di uno studio personale sull'opera di Cechov, seguito dalla buona prova d'attore di Marco Bianchini di Korekanè nella narrazione di ‘Ustions', che ha coinvolto e divertito il pubblico.

Domenica pomeriggio largo al bellissimo e fantasioso ‘La Marionetta' di Ambaradan Teatro da Bologna, spettacolo per bambini e bambini cresciutelli, tutti a bocca aperta di fronte alle trovate e alla precisione della costruzione di una marionetta vivente di fronte ai nostri occhi. Trascinante la partecipazione dei più piccoli, che grazie alle loro menti geniali e alle loro trovate spiazzanti, sono stati coinvolti con grande esperienza all'interno dello spettacolo, con risultati esilaranti e magici.

La chiusura di CALANCHI è stata affidata al Centro Internazionale La Cometa di Roma che ha presentato una intelligente rielaborazione di due fra i testi più noti di Beckett, Apettando Godot e Giorni Felici, assemblandoli nel bellissimo (veramente!) ‘Apettando Nil'. Spettacoli come questo ripagano di mesi di lavoro, confermano la necessità di proseguire con il Festival e danno valore alle scelte operate dalla direzione artistica che quest'anno ha avuto la possibilità di scegliere tra tante opere valide, avendo ricevuto numerose proposte differenti e meritevoli di visibilità, creando anche una rete importante di contatti tra le compagnie partecipanti. ‘Aspettando Nil' è andato in scena con la regia di Fabiana Iacozzilli, l'aiuto regia di Marco Canuto e Irene Veri e la mirabile interpretazione di Elisa Bongiovanni, madre crudele, maschera precisa e spietata che ama a modo suo, e di Giada Parlanti, figlia sottomessa che si rende autonoma, vestita dei suoi movimenti irreali.

Uno spettacolo che ci ha traghettato dal riso al pianto, dosando emozioni e meccanismi scenici precisissimi, alternando delicatezza a brutalità. Da ricordare la scena della figlia che impara a camminare sui tacchi con scarpe sviscerate e dondolanti, i canti sguaiati e dolci delle attrici, la cucitura del vestito che si allontana dall'ago, la liberazione tra morte e speranza con l'utopia dell'arrivo di Nil. E' con l'energia e lo slancio di queste emozioni che ripartiamo per la prossima edizione di Calanchi nel 2006, alla quale speriamo di donare ancora spettacoli di questo livello.

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